Io
sono, noi siamo, quale l'arbitrio più libero? E purtuttavia in
obblighi imbattersi, chiaro! tra i primi quello scolastico,
all'incrocio con il desiderio di conoscer, praticare, studiare le
arti, i giochi, le scienze che piacciono ciascuno. Da qui servo
arbitrio e libero arbitrio, fino ad autorità e libertà: dicotomie
che il regno umano alimentano.
Invero dei due termini, entrambi, nel grado loro proprio. Be' e che grado l'essere! come verbo il suo uso assoluto non “determina” il soggetto ma soltanto lo pone come esistente, unico di tal specie, peraltro intransitivo. Io sono, noi siamo, finanche egli è, per quanto certo impareggiabile chi nei testi sacri. Sicché libertà significa essere, nella misura di trovarsi originati e nondimeno indefiniti, sospesi come in sogno, alcuna costrizione incidente, poiché essere in quanto tale non incontra margine, limite.
Un frutto d'amore, l'assoluto, coincide con il demiurgo la creazione, in una dimensione sottordine e tanto basta! io composto, per dirsi sovrano: senza amore non ci sarebbe alcun ente distinto e provvisto di figura nell'immensità, asserì il marchese di Maricá; l'indipendenza, ecco, nel divenire albergo rinviene, così congiunto, addolori o meno, dalla costrizione offeso: puoi goderne.
Seppur esistere sia dato, essere consiste da sé: una volta avviato, libertà sussiste e a ben guardare così è compiuta: di modo che non tanto autonomia dimora nell'azione bensì introspetto, nell'essere medesimo. Franche o imposte d'altro canto saggezza le opere guiderà sempre.
Così sperimenta, o avventuriero, sperimenta quanto l'esistenza può offrire! arte tra le arti – canta José Martì – montagna tra le montagne; essenza mai incisa, né abbandonato, dalla conoscenza verrai condotto.
Adesso, presente un obiettivo, presenti delle leggi, presente la giustizia, come puoi dire, o giocatore, di non essere libero? guerriero, la lotta tua come intonasse! dea, la bellezza tua sgomenti! con qual gusto potrà l'imbroglione tanto sofisticare?
Il senso prezioso la qualità, il giudizio pertanto abita l'interiore; l'uno e l'altro accedono a percezione, vita eccellente da avvertire, costituzione, per nulla incompreso l'estrinseco.
Invero dei due termini, entrambi, nel grado loro proprio. Be' e che grado l'essere! come verbo il suo uso assoluto non “determina” il soggetto ma soltanto lo pone come esistente, unico di tal specie, peraltro intransitivo. Io sono, noi siamo, finanche egli è, per quanto certo impareggiabile chi nei testi sacri. Sicché libertà significa essere, nella misura di trovarsi originati e nondimeno indefiniti, sospesi come in sogno, alcuna costrizione incidente, poiché essere in quanto tale non incontra margine, limite.
Un frutto d'amore, l'assoluto, coincide con il demiurgo la creazione, in una dimensione sottordine e tanto basta! io composto, per dirsi sovrano: senza amore non ci sarebbe alcun ente distinto e provvisto di figura nell'immensità, asserì il marchese di Maricá; l'indipendenza, ecco, nel divenire albergo rinviene, così congiunto, addolori o meno, dalla costrizione offeso: puoi goderne.
Seppur esistere sia dato, essere consiste da sé: una volta avviato, libertà sussiste e a ben guardare così è compiuta: di modo che non tanto autonomia dimora nell'azione bensì introspetto, nell'essere medesimo. Franche o imposte d'altro canto saggezza le opere guiderà sempre.
Così sperimenta, o avventuriero, sperimenta quanto l'esistenza può offrire! arte tra le arti – canta José Martì – montagna tra le montagne; essenza mai incisa, né abbandonato, dalla conoscenza verrai condotto.
Adesso, presente un obiettivo, presenti delle leggi, presente la giustizia, come puoi dire, o giocatore, di non essere libero? guerriero, la lotta tua come intonasse! dea, la bellezza tua sgomenti! con qual gusto potrà l'imbroglione tanto sofisticare?
Il senso prezioso la qualità, il giudizio pertanto abita l'interiore; l'uno e l'altro accedono a percezione, vita eccellente da avvertire, costituzione, per nulla incompreso l'estrinseco.
Sosteneva
il santo Agostino, ama e fa' ciò che vuoi.
Cifra
della prova, finalmente, del saggio viva, uomo, viva il tuo sentire!
sia magnifico e sontuoso, meraviglia tra i chiarori...
Alberto Mannino
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